Aumento dei tassi BTP: rischi e opportunità

Aumento dei tassi BTP: rischi e opportunità

I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono tra le tipologie di investimento più “sicuri”, sebbene i tassi di interesse siano più bassi e di conseguenza il rendimento dei BTP è proporzionatamente inferiore. Ad agosto 2018, tuttavia, si è registrato un aumento dei tassi di interesse superiore al 3%, per cui i BTP con scadenza 2028 – (scadenza a 10 anni) – hanno un tasso di interesse del 3,25% lordo (2,85% al netto delle imposte), mentre quelli a scadenza quinquennale offrono un rendimento del 2,44% lordo (circa 2,13% netto). L’aumento dei tassi di interessi dei BTP è davvero una buona notizia? È il momento giusto per acquistare i buoni del tesoro? Non sempre un tasso di interesse alto è un segnale positivo, molto dipende dal momento storico ed economico del Paese.

Rischi e prospettive sui tassi di interesse dei BTP

Se da una parte un asso di interesse più alto è sinonimo di maggior rendimento, dall’altra l’aumento dei tassi in questo momento storico dell’Italia sono dovuti a un aumento del livello di rischio dei Buoni del Tesoro, ciò significa che poiché gli investitori percepiscono l’Italia come poco affidabile, molti disinvestono e pertanto per rendere i buoni appetibili è necessario rialzarne i tassi, senza alcuna garanzia che la vendita riesca e compensi il rischio percepito. Infatti, la prima reazione dei mercati internazionali è quella di “alleggerire” la propria posizione sui BTP italiani, provocando in questo modo l’aumento dello spread o differenziale con i Bund tedeschi. Comprare i BTP al 3% in questo frangente significa assumere un rischio in prospettiva futura, in quanto i Buoni con scadenza medio – lunga con una data di rimborso lontana nel tempo, sono più volatili nelle quotazioni, il prezzo potrebbe subire ulteriori ribassi in base alle turbolenze del mercato.

Conclusioni e scenari futuri

Le prospettive future si delineano su due probabili scenari opposti:

  • se l’instabilità e le tensioni in area euro persistono, i prezzi dei BTP potrebbe scendere esponendo i compratori al rischio di perdite nella prospettiva di dover vendere i titoli prima della scadenza;

  • se le tensioni sui mercati si ridimensionano e lo spread diminuisce, l’acquisto dei BTP potrebbe rivelarsi un buon affare considerando l’aver acquistato un titolo con rendimenti superiori ad altri titoli governativi europei.

Fino alla fine del 2018, l’offerta di nuove obbligazioni potrebbe essere più bassa rispetto al semestre precedente, contribuendo a ridurre le pressioni sui BTP, anche perché un aumento degli interessi sui Buoni del Tesoro italiani significa contestualmente un debito pubblico più pesante; un debito in crescita e insostenibile è l’anticamera del default, ma c’è da auspicare quanto ha previsto l’Amundi, una società di investimenti francese, secondo la quale, in questa circostanza, molti investitori stranieri stanno riducendo la propria esposizione sul mercato italiano, mentre le banche italiane stanno contestualmente rafforzando i BTP, dandosi reciprocamente il tempo di riequilibrare le posizioni sul mercato.

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