Tassa di concessione governativa: facciamo chiarezza

 

Dal 1995 la legge italiana ha stabilito che anche i telefoni cellulari debbano essere oggetto di tassazione, come espresso dal DPR 26 ottobre 1972, n. 641 in riferimento a concessioni, licenze e autorizzazioni varie.

I possessori di un dispositivo mobile, titolari di un contratto di abbonamento, sono tenuti al pagamento della Tassa di Concessione Governativa (TGC) del seguente importo fisso mensile: 5,16 euro per i privati e 12,91 euro per le aziende e i intestatari di partiva IVA (con deducibilità fino all’80%). La tassa viene pagata con la bolletta telefonica, mentre le SIM ricaricabili e i contratti solo dati (Internet) sono esenti dal pagamento della Tassa.

Legittimità riconosciuta

Negli ultimi anni, è sorta la questione sulla legittimità della Tassa sugli abbonamenti ai telefoni. Si richiedeva l’abolizione della TGC ma l’approvazione del Decreto del Fare (2013) ha posto fine a tutte le discussioni: la tassa rimane e va pagata. Anche la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21777 del 2014, ha ribadito che la tassa di concessione governativa è inclusa nel canone dell’abbonamento, che il titolare è tenuto a pagare.

Oltre ai privati, anche gli enti locali devono pagare la tassa così come affermato dalla sentenza n. 9560 del 2 maggio 2014 emessa dalla Corte suprema.

Esenzione e deducibilità

E’ prevista l’esenzione dal pagamento della TCG a quei soggetti con invalidità civile, sorde o sordomute e cieche assolute. La deducibilità del costo dal reddito dell’azienda sull’uso di dispositvi di comunicazione è fissato all’80%, senza distinzione tra telefonia mobile e fissa, né il tipo di uso. Infine, la detraibilità dell’IVA è diversa in base all’uso esclusivo dell’attività dell’azienda o ad uso promiscuo, cioè anche privato: nel primo caso, la detraibilità è del 100%, nel secondo al 50%.

Promozioni dagli operatori di telefonia mobile

L’acquisto di uno smartphone è sempre un momento importante, così come l’acquisto di custodie per cellulari da adattare. Il problema, per chi non considera giusto pagare la tassa allo Stato, è nella scelta tra una ricaricabile e un abbonamento.

Le compagnie telefoniche si sono adeguate a quanto stabilito dalla legge e per attirare gli utenti promuovono diverse offerte di abbonamenti telefonici. Lo sconto che viene riconosciuto, in qualche modo, permette di evitare di pagare la tassa di concessione. Il canone mensile che l’utente paga comprende solo i minuti di conversazione, sms ed Internet.

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